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Runaway Tipo: Soluzione Piattaforma: PC
CAPITOLO 3: La grande fuga
Non so bene come, ma all’improvviso mi trovai in un sacco di guai e rinchiuso in una capanna di legno. Senza Gina, per giunta. Spiando da una fessura, scoprii che Gina stava passando un gran brutto momento. Non c’era tempo da perdere.
Esplorando la stanza, raccolsi il mantice, il liquido detergente, il panno di camoscio e un pomello dell’appendiabiti, trovato vicino a una mensola. Usai il detergente col panno, per pulire la finestra a destra. La luce del sole riuscì così a penetrare nella capanna. Sollevai il coperchio del congelatore e staccai la spina, in modo che il calore del sole sciogliesse il ghiaccio. Aprii lo scarico del congelatore, attesi che si vuotasse e poi approfittai del fatto che si fosse alleggerito per spostarlo. Scoprii così una botola. Usai la leva per forzare il lucchetto della botola e la aprii. Via libera!
Mi diressi all’autobus delle drag queen, guardai dentro il cesto e ci trovai un pallone da basket sgonfio. Salii sull’autobus e presi un rossetto e degli occhiali da sole dal ripiano centrale. Vicino alla porta c’era un piccolo aspiratore. Andai nel retro a chiacchierare con Carla: mi disse che le era caduta una pastiglia nella grata, così usai l’aspiratore per recuperarla. Presi anche l’ago e il filo attaccati agli stivali e li usai per aggiustare il pallone. Infine, lo gonfiai col mantice.
Mi misi in cammino. Trovai un vecchio cimitero di aerei della Seconda Guerra Mondiale che dominava tutta la zona dall’alto. Raccolsi la cartucciera che penzolava dalla cabina e l’elmetto. Provai la mitragliatrice, ma era inutilizzabile: servivano un po’ d’olio per lubrificarla e delle munizioni.
Scoprii un hangar che custodiva un elicottero: sarebbe stato il mezzo di trasporto ideale per fuggire. Malauguratamente, un tipo grande e grosso lo sorvegliava. Beveva birra senza sosta e mi venne in mente un aneddoto che mi aveva raccontato Carla. Tentai d’infilare la pillola nella lattina per metterlo fuori combattimento, ma mi accorsi di aver bisogno d’aiuto. Qualcuno avrebbe dovuto distrarlo...
Di ritorno all’autobus, lanciai il pallone da basket a Lula e, già che c’ero, le illustrai il mio piano per disfarmi del tipo dell’hangar.
Una volta sul posto, mentre Lula lo intratteneva, misi la pastiglia nella lattina di birra. Crollò all’istante.
Ne approfittai per raccogliere il burro di arachidi, ricordando il racconto dell’energumeno sulle formiche divoratrici di legno. Per scaricare un po’ di adrenalina, presi a sprangate la moto e si staccò un pedale. Lo raccolsi. Avrebbe potuto tornarmi utile.
Feci un salto alla capanna dei mafiosi e presi il secchio sotto la piattaforma.
Salii sul vecchio vagone abbandonato e presi una vite dal secchio, usai la sbarra su uno dei barili e ottenni un po’ di arachidi. Posi il mio secchio sotto uno dei barili di polvere da sparo. Usai la vite col pomello dell’appendiabiti, costruendo una specie di punteruolo, e lo utilizzai col barile per riempire il secchio di polvere. Quindi, misi la polvere nel rossetto e ottenni delle munizioni. In mancanza di proiettili...
Tornai sull’autobus delle drag queen per riempire la cartucciera con altri rossetti: ne presi un bel po’, li utilizzai con la polvere da sparo e li infilai nella cartucciera. Usai il pedale della moto per sostituire la manovella d’apertura delle porte e riuscii così a richiuderle. A quel punto scoprii una tasca che celava la chiave del lucchetto del frigorifero. Aprii quest’ultimo, presi il burro e lo misi nell’elmetto insieme alle arachidi.
Tornai alla capanna di legno e rientrai nella stanza in cui ero stato rinchiuso, attraverso la botola dalla quale ero fuggito. Appoggiai l’elmetto sul congelatore per far fondere il burro: avevo preparato una razione di burro d’arachidi!
Nei pressi del vecchio vagone abbandonato, scoprii un enorme formicaio dietro al capanno degli attrezzi. Malgrado tutti i miei sforzi, non riuscii ad aprire il capanno. Mi vennero in mente le parole del bullo dell’hangar: spalmai il burro d’arachidi sulla porta e lasciai che le formiche facessero il lavoro al posto mio. In tal modo, misi le mani sull’esplosivo.
Mi diressi al pozzo petrolifero. Immersi gli occhiali da sole nella chiazza di petrolio per oscurarne le lenti e usai l’esplosivo sul pozzo. L’effetto fu immediato e i mafiosi si lasciarono distrarre dallo spettacolo. Volevo solo che non mi scoprissero, mentre cercavo di liberare Gina.
Tornai all’autobus delle drag queen. Non appena Mariola appoggiò gli occhiali sul cofano, li sostituii: indossando gli occhiali da sole che avevo oscurato, pensò finalmente di essere abbronzata al punto giusto. Solo allora riuscii a prendere in prestito il suo olio abbronzante.
Mi avviai immediatamente al cimitero degli aerei: utilizzai l’abbronzante per oliare la mitragliatrice e vi caricai la cartucciera coi rossetti. Non restava che attuare il mio piano, per il quale avrei avuto bisogno del prezioso aiuto delle mie drag preferite. Devo riconoscere che fu più facile di quanto mi aspettassi.
Aggiunto il 14 May 2009 by Demetrius
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